Ma è proprio vero che viaggiare costa troppo?

Spesso e volentieri ci sentiamo ripetere frasi del tipo: “Beati voi che vi potete permettere di stare sempre in giro”, “Le vacanze costano troppo”, “Io non me lo posso permettere”.

Ma è proprio vero che viaggiare costa così tanto che solo pochi ricchi fortunati possono permetterselo?

Permettetemi di essere franca e diretta: no, non è assolutamente vero. Quello che fa lievitare esponenzialmente i costi di una vacanza è la pigrizia, la scarsa pianificazione, la mancanza di fantasia e di spirito di adattamento.

Con questo non intendo dire che in vacanza si deve per forza soffrire, campeggiare con una tendina ed un fornelletto e stringere la cinghia risparmiando su qualsiasi cosa. Anche perché, e qui vado a sfatare un altro mito sui campeggi, questi ultimi non sono affatto tutti ugualmente economici: ci sono campeggi a 5 stelle che hanno prezzi assurdi, vuoi perché bellissimi, vuoi perché in posizioni invidiabili o che offrono servizi degni di alberghi a 5 stelle.

Qui non si tratta quindi di campeggio o non campeggio, ma di atteggiamento verso la vacanza; o meglio, come preferisco chiamarlo io, il viaggio.

Perché “vacanza” mi fa pensare alla settimana nel resort interamente spesata, con i lettini in spiaggia e la pensione completa, che per molte persone è una delle esperienze vacanzifere più noiose e meno attraenti.

Ma andiamo con ordine: cosa intendo quando dico che pigrizia e scarsa pianificazione fanno lievitare i costi di un viaggio?

Non c’è niente di più facile e veloce di una ricerca su internet per scoprire un posto, un  campeggio, un B&B, una camera su AirBnb a prezzi più che abbordabili! E più tempo si dedica alla ricerca, migliori saranno i risultati nel rapporto qualità/prezzo.

Una delle mie tecniche preferite per risparmiare in viaggio è comprare una buona guida della città, della località o della regione che sto andando a visitare, decidere in anticipo cosa mi piacerebbe andare a vedere e controllare se ci sono sconti nei luoghi d’interesse, ad esempio alcuni musei hanno dei giorni in cui si può entrare gratuitamente (anche al Moma di New York si entra gratis il venerdì pomeriggio!).

Certo, se decidete di visitare una pinacoteca nell’unico giorno del mese in cui si entra gratuitamente, non vi aspettate una tranquilla visita rilassata, ma piuttosto prendete coscienza del fatto che dovrete armarvi di tanta pazienza.

Arrivo quindi al secondo punto fondante ed indispensabile per risparmiare in viaggio: lo spirito di adattamento.

Vi faccio un altro esempio pratico: i pasti.

Nella maggior parte dei casi noi cuciniamo in roulotte, o ci prepariamo il pranzo al sacco la mattina prima di uscire, ma se vogliamo mangiare fuori, non c’è niente di meglio dei consigli delle guide Lonely Planet (di cui siamo sempre forniti), o al limite di siti come Tripadvisor, per trovare un buon posto che costi poco vicino a voi.

Il problema è che internet non ce l’abbiamo solo noi, quindi è molto facile che un posto buonissimo e che costi molto poco (esistono ancora, e sono più di quanti si possa immaginare) sia preso d’assalto praticamente sempre. In questo caso, la pianificazione (telefonare per prenotare il giorno prima) o lo spirito di adattamento (aspettare molto tempo) vi permetteranno di godervi appieno una cenetta prelibata ad un prezzo a portata di qualsiasi tasca.

Non volevo qui essere esaustiva sui (veramente tantissimi) modi che esistono per risparmiare sui propri viaggi, ma solo puntualizzare qualcosa che per alcuni è assolutamente naturale, soprattutto tra i campeggiatori (anche se, ripeto, esistono bungalow da 300 euro a notte e campeggi con la SPA), ma che per molte altre persone abituate alla vacanza all-inclusive un po’ più pigra può sembrare impossibile: una vacanza di una settimana con una roulotte (o una tenda, o un camper), incluse benzina, pernottamento, cene al ristorante e souvenir può costare tranquillamente meno di 500 euro a coppia.

Cifre ben lontane da quelle delle vacanze organizzate dalle agenzie di viaggio nei villaggi turistici!

Silvia Blasi

Silvia è una consulente di Business Intelligence, vive a Roma ed ha passato tutte le estati della sua infanzia in campeggio. Nonostante sia laureata al DAMS, adesso lavora con i computer, ma il suo tempo libero è suddiviso tra libri, musica, scrittura e ovviamente viaggi. Oltre a scrivere per HappyLittleCaravan, si occupa di un blog, ha scritto articoli di musica per una testata online, e scrive recensioni di libri sul suo profilo Anobii. Sono sue anche (quasi) tutte le foto del sito.

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2 Risposte

  1. Caco Patane ha detto:

    Mi dispiace ma non ci credo. Io da un sacco voglio pianificare un viaggio decente ma ogni anno mi devo accontentare di vacanze pisciose nei soliti posti vicini a caso o dove qualcuno ci ospita. Quando conosco qualcuno che fa viaggi belli, chiedo il conto e le cifre sono quelle. Cioè alte. Chi viaggia ha un jolly come lo stipendio alto, assenza di casa o figli, genitori ricchi ecc.

  1. 31 Maggio 2017

    […] Il primo (e a nostro avviso, più pressante) è quello dei soldi, che però abbiamo già affrontato in un precedente articolo, e prontamente sfatato: non servono mica i fantamiliardi per viaggiare! Servono solo organizzazione […]

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