Camping Horror Stories: la prima volta in montagna… il freddo!

Camping Horror Story: il freddo

Quando ancora Martha occupava solo i nostri sogni più reconditi (e non il vialetto di ingresso come ora), eravamo una (un po’ più) giovane coppia in cerca di avventura, più squattrinati e più propensi alle scomode ma bellissime vacanze in tenda.

Io ero ancora un’appassionata solo ed esclusivamente di mare, mentre Daniele preferiva di gran lunga la montagna. Essendo la nostra prima estate da coppia solida e affermata, decidemmo di spartire le vacanze tra entrambe le destinazioni, per insegnarci reciprocamente le gioie “nascoste” delle mete che odiavamo.

Da parte mia, al mare, tutto funzionò a meraviglia: litri di protezione solare, pinne e maschere, ore di snorkeling e rilassati aperitivi sulla spiaggia sortirono l’effetto sperato: Daniele dimenticò le ustioni e le noiosissime giornate passate sdraiato in spiaggia senza fare assolutamente nulla e cominciò ad apprezzare lo stile vacanzifero marino.

Quando si è trattato di sperimentare la montagna, non andò altrettanto bene, almeno all’inizio..

Per me era la prima volta che andavo in montagna in tenda (e la seconda che ci andavo in tutta la mia vita, praticamente); per Daniele, appena la seconda. Abbiamo scelto il Camping Olympia, di cui Daniele era già innamorato sin da bambino perché meta frequente delle vacanze con i genitori in camper; ma con la tenda ci era tornato solo un’altra volta, a luglio di un paio di anni prima.

Tutti ci avevano avvisato: ad agosto, in Trentino, non è raro che faccia freddo, soprattutto di notte, quindi tutti a raccomandarsi di portare sacchi a pelo, felpe e maglioni. E noi abbiamo ascoltato e seguito tutte le indicazioni, abbiamo portato sacchi a pelo, pile, coperte e maglioni.

Se non fosse che nemmeno tutto quello che ci eravamo portati dietro ci ha potuto salvare dalle prime due notti di campeggio con 5 gradi. Ad AGOSTO!

Certo: pile, maglioni, sacchi a pelo, doppi calzini e perfino gli accappatoi di spugna… Ma NULLA ti può salvare, se non forse tenda, sacco a pelo e in generale abbigliamento molto più tecnici e costosi, da nottate in tenda a 5 gradi!

Mi ricordo di aver passato quella tremenda prima notte ad indossare tutto quello che trovavo, e a pensare che mai in vita mia mi ero pentita di essere partita in tenda, e a preoccuparmi moltissimo di come sarebbe finita la vacanza, e -soprattutto- ad odiare profondamente la montagna!

Per fortuna, il giorno seguente abbiamo già cominciato ad esplorare i deliziosi paesini dei dintorni (Dobbiaco, Villabassa) e a rimpinzarci di sacher e strudel, il che mi ha rinvigorito sia psicologicamente che fisicamente: al secondo bombolone alla crema affogato nello zucchero a velo stavo già decisamente meglio. E già durante la seconda nottata, le temperature cominciarono ad alzarsi leggermente, dimostrando che era stata “solo” una nottata particolarmente fredda che ci aveva sorpresi per pura sfortuna: il resto della vacanza, infatti, abbiamo dormito come ghiri, sopraffatti soprattutto dalla stanchezza e dalla meraviglia dopo aver visitato posti come le Tre Cime di Lavaredo e il Lago di Braies.

Mi ricordo che quel campeggio è quello in cui ho imparato a portare il piumone, invece del sacco a pelo, in praticamente TUTTI i viaggi in campeggio, e soprattutto il ricordo di quelle prime due nottate da incubo mi ha insegnato che il freddo non va sottovalutato, MAI, soprattutto in campeggio e soprattutto in montagna, anche se è luglio: il 14 luglio del 2016, ad esempio, abbiamo assistito ad una fantastica nevicata proprio sulle Tre Cime di Lavaredo, soggiornando al Rifugio Locatelli.

Ma, per fortuna, l’insegnamento che per me ha prevalso su tutti è che la vacanza in montagna può essere splendida e indimenticabile quanto, e più, della vacanza al mare.

Silvia Blasi

Silvia è una consulente di Business Intelligence, vive a Roma ed ha passato tutte le estati della sua infanzia in campeggio.
Nonostante sia laureata al DAMS, adesso lavora con i computer, ma il suo tempo libero è suddiviso tra libri, musica, scrittura e ovviamente viaggi.
Oltre a scrivere per HappyLittleCaravan, si occupa di un blog, ha scritto articoli di musica per una testata online, e scrive recensioni di libri sul suo profilo Anobii.
Sono sue anche (quasi) tutte le foto del sito.

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2 Risposte

  1. Luciana ha detto:

    Ciao!!!Anche noi siamo stati sorpresi dal freddo di agosto! Abbiamo deciso di fare una vacanza in tenda, un desiderio mio da tanto tempo… Primo campeggio per me che provengono da un paese tropicale, cresciuta davanti al mare! Mio marito ha fatto campeggio alcune volte, mio figlio di 9 anni abbastanza abituato, sendo uno scout, ma mai in tenda. La nostra destinazione è stata la costa Adriatica Slovena, partendo da Mentana, provincia di Roma. Nonostante tante raccomandazioni, mio marito, ha deciso di ignorarli a causa del poco spazio rimasto nella auto, lasciando a casa i sacchi a pelo, pile, pigiami lunghi, ecc… fortunatamente ho messo le felpe di nascosto in auto e per mio figlio ho portato un pigiama lungo e giacca a vento. Prima notte ci ha dato il benvenuto un forte temporale, con tanto di lampi e tromba d’aria e abbondante pioggia, abbiamo dovuto abbandonare la tenda e trascorrere la notte in auto… Tornati in tenda la mattina successiva,era tutto apposto, il sole splendente, ma la sera abbiamo dovuto fare i conti con il freddo, la temperatura non saliva oltre i 15° di notte, per tutta la settimana. Nonostante tutto è stata una esperienza bellissima, vogliamo rifare assolutamente e già stiamo pensando ad acquistare la nostra prima roulotte per girovagare con la mia famiglia, sempre che possibile! Un saluto!

    • Silvia Blasi ha detto:

      Ciao Luciana! Quando andavamo in campeggio in Abruzzo anche a noi sono capitate delle piccole trombe d’aria, che paura (soprattutto in tenda)! La roulotte per noi è stata una vera volta, ora ce ne andiamo tranquillamente anche in montagna e dormiamo al calduccio anche a temperature bassissime! Grazie per il tuo commento, e se possiamo aiutarvi nella scelta della caravan non esitate a chiedere!

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