Camping Horror Stories: un Ferragosto da incubo

C’era una volta un gruppo di amici che, come tutti gli anni, decise di fare un campeggio durante la settimana di Ferragosto.

Questo gruppo di amici, formato da trentenni più o meno tutti con un normale lavoro in ufficio o in negozio, per passare qualche giorno nel relax più totale, sceglie una meta vicina a Roma: Sabaudia. Sul lungomare di Sabaudia, infatti, esistono un paio di campeggi, e avendo noi già villeggiato al Lilandà, decidiamo quindi di esplorarne anche un altro, che non ho mai avuto ancora il coraggio di recensire: il Camping Rio Martino.

Dunque, relax, dicevamo: ci sistemiamo con le tende (Martha non era ancora con noi) e ci predisponiamo mentalmente a 4 giorni di sano fancazzismo sfrenato. Programma giornaliero: alzata verso le 10, abbondante colazione al bar (troppo pigri anche per farci il caffè), spiaggia, bagno, dolcissimo far nulla, aperitivo in spiaggia, cena dove capita. Per rendere l’idea dell’atmosfera che avevamo deciso di instaurare: avevamo portato la cucina da campeggio, ma l’avremo usata si e no 2 volte in 4 giorni.

Tutti i campeggiatori conoscono, bene o male, le varie sfumature di invadenza e fastidio che può assumere l’animazione di un campeggio, ma niente ci avrebbe mai potuto preparare al livello raggiunto il giorno di Ferragosto da questo campeggio.

Personalmente, il nostro piano per Ferragosto era esattamente identico a quello degli altri giorni: avrebbe dovuto cominciare non prima delle 10. Invece, è iniziato alle 7:00. Un furgone con il cassone aperto, carico di casse, musica altissima e stipato di ragazzini urlanti, è stato ripetutamente fatto sfilare per i vialetti del campeggio. Alle 7 di mattina di Ferragosto.

Ora, va bene il gioco aperitivo, va bene l’animatrice che ti invita gentilmente al risveglio muscolare alle 8 di mattina dagli altoparlanti, va bene la discoteca, va bene tutto, TRANNE che essere svegliati la mattina di Ferragosto alle 7 da disco-music (orrenda, tra parentesi, anche se in quella situazione mi avrebbero fatto schifo anche i Beatles probabilmente).

Comunque, vabbè, siamo in vacanza, prendiamola a ridere, a-ah che divertimento. Ci buttiamo in spiaggia, passiamo una delle mattinate più lunghe delle vacanze, mangiamo ad un’orario improbabile e verso le 13:30, decisi a rifarci dell’alzataccia, ci buttiamo come stracci nelle tende per cercare di recuperare qualche ora di sonno per la serata.

Non ve lo sto nemmeno a dire, avrete già indovinato: appena il tempo di prendere sonno, e si ripete la stessa identica scena della mattina; con l’unica differenza che stavolta non è mattina presto, quindi il furgone, la disco-music e i ragazzini stipati nel cassone possono tranquillamente continuare indisturbati dalle 14 ad libitum per tutto il pomeriggio. La tortura peggiore è che il campeggio è abbastanza grande perché il furgone riesca a passarti vicino, svegliandoti e innervosendoti, ma poi continuando il giro, in una ventina di minuti ti da il tempo anche di riappisolarti, prima di passare di nuovo col suo muro di casse sparanti musica a livello assurdo.

Ah, dimenticavo di menzionare il lancio di caramelle nelle piazzole.

Prima e unica volta in vita mia che sono andata a letto prima di mezzanotte a Ferragosto.

Silvia Blasi

Silvia è una consulente di Business Intelligence, vive a Roma ed ha passato tutte le estati della sua infanzia in campeggio. Nonostante sia laureata al DAMS, adesso lavora con i computer, ma il suo tempo libero è suddiviso tra libri, musica, scrittura e ovviamente viaggi. Oltre a scrivere per HappyLittleCaravan, si occupa di un blog, ha scritto articoli di musica per una testata online, e scrive recensioni di libri sul suo profilo Anobii. Sono sue anche (quasi) tutte le foto del sito.

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