Cala Luna (Dorgali – NU)

Partendo da Cala Gonone vi sono svariati modi per raggiungere Cala Luna, una delle calette più pubblicizzate (e quindi più famose) del Golfo di Orosei.

Cala Luna - Scogliera

Una delle possibilità è affittare un gommone al porticciolo di Cala Gonone, che costa sugli 80-100 euro al giorno + benzina, massimo 5 persone, e potete usarlo magari per visitare anche altre calette, invece di stazionare tutto il giorno a Cala Luna. Ci hanno detto che il gommone è facilissimo da guidare: non ha un motore potente e si guida dai 16 anni, quindi penso che ce la potete fare anche voi. Purtoppo non ho la più PALLIDA idea di quanto possa consumare un gommone, quindi per la benzina sinceramente non so se siano 20 o 100 euro in più.

Altrimenti potete prendere un’imbarcazione del trasporto pubblico, sempre dal porticciolo di Cala Gonone, che vi carica e vi scarica, da e per Cala Luna.
Noi abbiam fatto solo il viaggio di ritorno che costava 10 euro, non ho idea di quanto si pagasse A/R.
Passano spessissimo, tipo ogni quarto d’ora nella mattinata e nel pomeriggio; verso ora di pranzo sono meno frequenti.

Cala Luna - vista dall'alto

Noi abbiamo scelto di arrivarci via terra perché QUALCUNO ci aveva detto che si trattava sì di una bella scarpinata, ma tranquilla, quasi tutta in piano.
Così ci siamo avviati con la macchina verso l’estremità nord del paese (Cala Gonone), seguendo una strada che si interrompe bruscamente e dove le macchine cominciano a parcheggiare (più o meno qui).

Per “trovare parcheggio” (cioè ammucchiare impunitamente l’autovettura ad ogni angolo possibile della strada) è tassativo arrivare sul posto la mattina molto presto, e soprattutto girare la macchina, perché al vostro ritorno potreste non riuscire a disincagliarla dalle altre 200 macchine e camper e motorini e tricicli che vi hanno parcheggiato intorno.
Il sentiero si avvia con una ripida scala che scende a picco sul mare, verso Cala Fuili, una caletta piccolina che purtroppo non sono riuscita a visitare.
Ai primi bivi del sentiero, se guardate bene, ci sono cartelli che indicano le direzioni verso Cala Luna.
Poi, andate a naso.

Cala Luna - Sentiero

Il sentiero, comunque, NON E’ IN PIANO: sfida qualunque legge della fisica e continua imperterrito ad essere in SALITA per due ore e mezza di cammino su rocce e sassi.
Inoltre è ben segnalato…fino ad un certo punto. Quando incrociate un bivio senza indicazioni, mi duole dirvelo ma… non dovete scendere, dovete salire.
Scendendo vi potreste ritrovare in una caletta minuscola; dico ‘potreste’, perché è una caletta che scompare e riappare con le correnti e cambia ogni anno.

Il sentiero in TEORIA è segnalato da dei segni sulle rocce, con lo spray colorato o con un triangolo rovesciato inciso.
Se state camminando da mezzora e non avete più visto nessun tipo di segno da nessuna parte: girate i tacchi e tornate indietro perché avete sbagliato strada.
Non vi fate prendere dal panico se non vedete più il mare alla vostra sinistra: non è previsto.
Il mare si vede per pochissimo tempo all’inizio del percorso, poi vi inoltrerete nella boscaglia e scomparirà dalla vista per parecchio tempo.

Il sentiero non è inaffrontabile, nè particolarmente difficoltoso tranne che in paio di punti, ma è lungo, a tratti poco ombreggiato, veramente MOLTO in salita, e non va affrontato in ciabatte (anche se un paio di amiche lo hanno fatto: è fattibile, ma pericoloso in discesa sulle rocce).
Portatevi tantissima acqua, perché i litri di sudore che verserete basterebbero per il fabbisogno di acqua di un paese africano nella stagione secca.

Dopo una scarpinata del genere, che lascia sperare nell’incontaminata bellezza di un luogo inaccessibile, dimenticato da Dio, intimo, quasi privato e probabilmente molto poco frequentato, le aspettative sono alte.
Invece, quando alla fine si mette piede su questo spiaggione strapieno di gente con l’acqua che puzza di nafta e duemila yacht e gommoni attraccati a neanche 10 metri dalla riva (…alcuni anche A RIVA), diciamo che la delusione è abbastanza cocente.

Cala Luna - Stagno

La spiaggia è bella, molto grande e piena di cavernoni naturali che permettono di rimanere tutto il giorno in spiaggia, ma senza rischiare la morte istantanea per insolazione.
Ci sono anche molte vie per il climbing, alcune dentro alle grotte, quindi in ombra e con dei bei tetti. Non so di preciso che grado siano ma quella che correva sopra al nostro “accampamento” aveva parecchi rinvii lasciati a morire lì.

Guardando il mare e proseguendo alla vostra sinistra ci sono le Grotte Del Bue Marino, alle quali però si può accedere solo con una imbarcazione e a pagamento (stranamente), quindi dopo la mezza delusione della caletta abbiamo rinunciato a farci spennare ulteriormente.

Cala Luna è un viavai continuo di gommoni e barche che caricano e scaricano turisti.
Neanche lo snorkeling ci ha dato molte soddisfazioni, però il mare era abbastanza mosso e non ci ha permesso di avvicinarci alla scogliera dove finisce la spiaggia, un vero peccato.

Arrivando con un gommone o con una barca è una bella caletta, in cui è possibile rimanere comodamente tutto il giorno (c’è anche un bar-ristorante dietro alla mini palude), magari anche con i bambini.

Certo che il paragone con altre calette del golfo, come ad esempio Cala Goloritzè, è nettamente a sfavore di Cala Luna.
Cala Goloritzè, raggiungibile via mare o con una scarpinata simile a quella di Cala Luna (solo che il sentiero è in discesa all’andata e tutto in salita al ritorno…). Circa 5 anni fa era molto meno frequentata, non c’è un approdo a riva per i turisti che devono comunque arrivare a nuoto, è molto più piccola e non c’è niente, non c’è bar, non c’è acqua, non c’è niente.
Neanche la nafta nel mare.

Lo snorkeling è ECCEZIONALE, i pesciolini curiosi ti nuotano intorno, e il sentiero per arrivare alla spiaggia è PIENO di vie per il climbing, tra cui la famosissima Aguglia.

Perdonate la divagazione, ma Cala Goloritzè è uno dei posti che ti rimangono per sempre in testa.

A differenza di Cala Luna, che ti rimane nel portafogli e nel naso.

Silvia Blasi

Silvia è una consulente di Business Intelligence, vive a Roma ed ha passato tutte le estati della sua infanzia in campeggio. Nonostante sia laureata al DAMS, adesso lavora con i computer, ma il suo tempo libero è suddiviso tra libri, musica, scrittura e ovviamente viaggi. Oltre a scrivere per HappyLittleCaravan, si occupa di un blog, ha scritto articoli di musica per una testata online, e scrive recensioni di libri sul suo profilo Anobii. Sono sue anche (quasi) tutte le foto del sito.

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