Scintille: un’associazione di solidarietà sociale che opera in Africa… e che opera bene!

Vi è mai capitato di voler fare una donazione, o di volervi associare a qualche ente benefico ma di non sapere quale scegliere? Di non essere sicuri sulle metodologie utilizzate, o di non riuscire a capire bene dove vadano a finire i vostri soldi e come vengano spesi?

Ebbene, a me sì, e anche parecchie volte. Ci si perde, a volte, tra le mille pubblicità (che a Natale fioccano come la neve) e i tantissimi progetti che sembra valga la pena di sostenere, a volte sponsorizzati da video e immagini strappalacrime di bambini malnutriti o malati.

Dopo aver visto e riportato lo splendido lavoro che fa Action Aid a Calcutta, in India, oggi mi farebbe piacere fare una bella pubblicità ad una associazione che si chiama Scintille e che lavora in Africa, in particolare in Namibia.

Scintille

Le bimbe della Prayer House, nei sobborghi di Windhoek

Scintille è una “associazione di solidarietà sociale”, gestita da Gianluca Massalini, di cui vi ho già parlato in uno dei resoconti del mio viaggio in Namibia.

Il focus dell’associazione è sull’educazione, e cioè di permettere a più bambini e bambine possibili di andare a scuola, a volte anche fisicamente. La Namibia è uno stato veramente enorme e scarsamente popolato, il che vuol dire che, spesso e volentieri, per un bambino andare a scuola vorrebbe dire percorrere centinaia di km ogni giorno.

Quello che cerca di fare Scintille è accorciare le distanze, e cioè sostenere bambini e ragazzi che, per andare a scuola, devono vivere lontani dalle proprie famiglie.

Scintille sostiene anche orfanotrofi e asili nido, ed è particolarmente attenta a sostenere le comunità… in maniera sostenibile! Questo vuol dire promuovere l’imprenditorialità, specialmente femminile, ed evitare a tutti i costi di imporre le proprie decisioni e i propri progetti senza il coinvolgimento delle comunità locali, perché solo loro sanno realmente di COSA abbiano bisogno e solo le comunità locali hanno la capacità di trovare soluzioni possibili per un problema.

Per una scelta ben ponderata, Scintille finanzia principalmente progetti ed iniziative a breve-medio termine. Non essendo una grande Onlus con milioni di euro a disposizione, non può rischiare di cominciare un grande progetto che vada a sfumare nel nulla dopo qualche anno; insomma io la trovo una visione ampiamente condivisibile, considerato che a volte gli aiuti sono molto terra-terra: un pulmino per i ragazzi di un orfanotrofio, oppure una “banale” installazione di una pompa per l’acqua.

Io e i miei colleghi abbiamo visitato The Prayer House, dove ho scattato la prima foto dell’articolo. Dal sito riporto:

Una coppia di Namibiani ha raccolto circa 30 bimbi dalle strade di Havana, sobborgo desolato della bidonville di Windhoek (Katatura). Tra i bimbi vi sono anche alcuni disabili, che senza il loro supporto e quello degli altri bambini della ‘Casa’ avrebbero un futuro molto incerto. La ‘Casa’ è attualmente costituita da alcune baracche in cattivo stato che specie durante la stagione delle piogge diventano quasi invivibili. SCINTILLE, raccogliendo l’ennesima sfida e nella certezza del vostro supporto, ha iniziato le operazioni per costruire i nuovi alloggi per i bimbi e supportare l’ intero progetto.

Credo che dalla foto sia abbastanza evidente il risultato di tutti questi sforzi: i bambini sono felici e sorridenti, perché stanno tutti insieme e finalmente hanno qualcuno che si occupi e preoccupi per loro. Scintille ha aiutato attivamente alla costruzione di una nuova casetta con tanto di generatore (è già finita e funzionante) dove far dormire e mangiare i bambini. Non vi dico la loro gioia quando vedono avvicinarsi il pick-up di Gianluca…

Scintille

Elizabeth, che gestisce un piccolo asilo nei sobborghi di Windhoek, e la figlia

Le iniziative che porta avanti Gianluca con la sua associazione sono tutte studiate a tavolino con le comunità locali. Se glielo chiedete, sarà ben felice di raccontarvi di tutte quelle spedizioni di volontariato che ha visto lasciar cadere dall’alto la presunta nostra onniscienza occidentale, dritte dritte nel vuoto cosmico di una realtà completamente sconosciuta agli organizzatori. Un paio di esilaranti esempi?

Popolazione di non mi ricordo quale comunità, stanziata vicino ad un fiume, ovviamente massacrata dalla malaria. Arriva una superspedizione con duemila jeep enormi superattrezzate, che distribuisce non so quante centinaia di zanzariere da utilizzare sui giacigli. Vi sembra un’ottima idea? A me, in teoria, sì, se non fosse che le zanzariere sono immediatamente diventate… delle reti da pesca, perché che mi importa di ammalarmi FORSE di malaria, se tanto prima muoio SICURO di fame? Tra parentesi, questa operazione ha contribuito allo svuotamento delle risorse ittiche del posto, perché chiaramente una zanzariera non è adatta per pescare e tira su anche i pesci più piccoli, uccidendo indiscriminatamente tutto. Arrivare quindi in un luogo e pretendere di sapere cosa è meglio per una comunità di cui non si sa nulla di nulla, può anche fare danni, oltre a suscitare delle gran risate.

Altra popolazione vicino ad altro fiume (scusate, non ho preso appunti precisi): un’altra grande spedizione piena di attrezzatura arriva e pretende di piantare dei pomodori. I pomodori cominciano a crescere e fanno delle belle piantine in pochi giorni. Facile, no? Che ci vuole santo cielo, perché nessuno dei locali ci ha mai pensato? Forse perché vicino al fiume passano branchi di ippopotami che distruggono qualsiasi cosa al loro passaggio senza chiedere il permesso e ignorando completamente qualsiasi palo o recinzione? Inutile dire che nessun pomodoro è sopravvissuto.

Scintille

Gianluca scambia vestiti con i Bushmen

In realtà di cose da raccontarvi, sia di racconti esilaranti di seconda mano che di esperienze fatte da me in prima persona (in una sola settimana!), ne avrei ancora per un paio di libri, ma spero di essere riuscita a comunicare in maniera appropriata la mia ammirazione per tutti questi progetti ed iniziative che servono davvero, posso testimoniarlo. Tra l’altro, la quota associativa annuale è di 25 euro, ma di che stiamo parlando!!!

Vi ho convinti ad aiutare Gianluca ad accendere qualcuna delle sue Scintille?

Silvia Blasi

Silvia è una consulente di Business Intelligence, vive a Roma ed ha passato tutte le estati della sua infanzia in campeggio. Nonostante sia laureata al DAMS, adesso lavora con i computer, ma il suo tempo libero è suddiviso tra libri, musica, scrittura e ovviamente viaggi. Oltre a scrivere per HappyLittleCaravan, si occupa di un blog, ha scritto articoli di musica per una testata online, e scrive recensioni di libri sul suo profilo Anobii. Sono sue anche (quasi) tutte le foto del sito.

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